Ad oggi nessun test di screening prenatale è in grado restituire informazioni paragonabili, per affidabilità e completezza, a quelle che si possono ottenere dall’esame del materiale fetale ottenuto  con prelievo di villi coriali o di liquido amniotico ed il successivo studio genomico offerto dalla NGPD.

Obiettivo è quello di associare al progresso ottenuto nel campo ostetrico-ginecologico (con un rischio di abortività associato ad amniocentesi praticamente sovrapponibile a quello naturale) quello raggiunto in campo diagnostico. Grazie all’impiego  di tecniche sempre più accurate, quali la Next Generation Sequencing  (NGS) si è potenzialmente in grado di sequenziare l’intero genoma umano in pochi giorni (per il Progetto Genoma Umano la tecnologia precedente ha impiegato oltre dieci anni per produrre le prime sequenze).  Nel campo  della diagnosi  genetica  la NGS rende possibile  l’analisi  simultanea di centinaia di geni nella loro intera sequenza, in tempi rapidi e quindi compatibili con i tempi di una diagnosi prenatale.

Mediante l’utilizzo di sofisticati strumenti (MiSeq, NextSeq500) e l’elaborazione di work flow idonei all’ottenimento  dell’analisi ed alla elaborazione del dato, ha sviluppato un “pannello di geni”, o libreria, associato  a quelle circa 100 patologie selezionate per valore di incidenza nella popolazione (vedi Tab. B). Per questi geni si avrà l’esclusione delle patologie correlate, per mutazioni a carattere  ereditario e per quelle ad insorgenza casuale (de novo) note in letteratura e di chiaro significato clinico (saranno ricercate circa 7000 mutazioni patogenetiche).

La NGPD comprende  oltre all’analisi  del cariotipo citogenetico (vedi Tab.A) anche l’analisi cromosomica mediante l’array-CGH.   Questa tecnica permette in pochi giorni di   analizzare patologie  da microdelezione  e microduplicazione  (vedi Tab C), non individuabili mediante cariotipo tradizionale, analizzando tutti i cromosomi ad una risoluzione  maggiore.   Alcune patologie  non sono ancora analizzabili con la NGS a causa del tipo di variazione molecolare  che le determinano (distrofia muscolare di Duchenne Becker, X fragile e SMA). Per la diagnosi di queste patologie genetiche verranno utilizzate metodologie gold standard.

In conclusione, ad oggi,  la NGPD è la sola tecnica  in grado di fornire in tempi strettissimi, ed in maniera assoluta, la massima quantità di informazioni sullo stato di salute del feto. Un risultato  negativo, ottenuto con la NGPD, relegherebbe le altre indagine prenatali ad un ruolo meramente complementare.

Benché, come detto più volte, lo studio del cariotipo fetale e le moderne tecniche di citogenetica  molecolare (array-CGH) e di biologia molecolare (Next Generation Sequencing)  non possono garantire con assoluta certezza che il feto sia sano, la NGPD consente di ridurre il rischio che  sia affetto da una patologia genetica, come nessun altra indagine prenatale finora ha potuto fare.

Le anomalie genetiche più frequenti verranno studiate ed escluse, le eventuali alterazioni individuate saranno valutate e illustrate in sede di consulenza genetica alla gestante. La residua possibilità di avere un figlio con problemi genetici resta legata a forme patologiche rarissime ed a difetti multifattoriali a volte non determinabili con certezza neanche dopo la nascita.

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